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   P r o g r a m m a   E V E N T O
   
 
 
 
Lo sviluppo territoriale. Come coinvolgere attori, risorse e competenze (corso di 6 mezze giornate: 16/03, 30/03, 13/04, 27/04, 11/05, 24/05 - dalle ore 09.30 alle ore 13.00)
 
16/03/2017
09.30 - 13.00
MILANO
ANCI Lombardia
via Rovello, 2
     
Premessa
Come fare fronte alla restrizione delle risorse dedicate alla Pubblica Amministrazione, continuando ad erogare i servizi che la popolazione attende e anzi migliorandone la qualità? Come motivare il personale della PA e rinnovarne le competenze in assenza di un fisiologico ricambio e interscambio generazionale? Come combattere la corruzione e l'illegalità applicando con intelligenza e lungimiranza le nuove normative, evitando che queste diventino puri adempimenti formali? Sono queste le domande che spesso si pone chi lavora per la Pubblica Amministrazione, specie in una fase in cui si sono ristrette anche le risorse dedicate alla formazione, una delle leve fondamentali per favorire l’evoluzione dei servizi offerti al cittadino.
A queste domande cerca di rispondere la Scuola per gli Enti Locali, creata grazie alla collaborazione fra Éupolis Lombardia e ANCI Lombardia. I due enti hanno infatti siglato, nel marzo 2016, una Convenzione per l'attuazione di iniziative formative comuni che si affianchino alle iniziative che ciascuno dei due continua a promuovere. La Scuola per gli Enti Locali vuole dunque costituire un'iniziativa ulteriore, rivolta agli Enti Locali lombardi, per supportarli in alcuni temi chiave con proposte formative snelle, mirate, curate da formatori esperti di Enti Locali.

Motivazione
I Comuni si trovano sempre più ad essere i principali protagonisti delle politiche di sviluppo delle comunità locali. Il nuovo quadro istituzionale, caratterizzato dalla riduzione dei poteri delle Province e dalla costituzione delle Zone omogenee della Città metropolitana, dalla riduzione continua delle risorse economico-finanziarie disponibili, dalla crescente complessità delle responsabilità attribuite e delle normazioni di riferimento, richiede collaboratori con una visione d'insieme, capaci di attivare azioni trasversali e multilivello, in grado di interagire con una molteplicità di attori esterni il cui apporto è indispensabile per l'attuazione dei programmi e il conseguimento degli obiettivi prefissati. L'assunzione, da parte dei Comuni, di un ruolo più marcato di regolazione e governance territoriale si fonda, inoltre, sulla consapevolezza che benefici di vasto respiro per cittadini, famiglie, professionisti e imprese non possano essere generati in via diretta e con le sole forze delle istituzioni elettive, ma richiedano il concorso di stakeholder in grado di rendere disponibili per il bene comune le proprie risorse e competenze. Con il termine “governo” si intende pertanto l'insieme delle funzioni necessarie per conseguire effetti importanti per un territorio che possono essere generati soltanto con il coinvolgimento e la partecipazione attiva di una molteplicità di attori di natura pubblica e privata, attraverso un partenariato diffuso. Quando un'amministrazione non può generare sviluppo e attrattività territoriale, attraverso la propria azione gestionale, ma soltanto con il contributo di una pluralità di soggetti, si trova necessariamente a svolgere una"azione di governo", nel senso etimologico del fare da "timoniere" di un'imbarcazione il cui equipaggio è composto da una pluralità di attori.
Basti un esempio preso dalla quotidianità amministrativa: se costruire un tratto di pista ciclabile in un contesto urbano è un compito gestionale routinario, farla utilizzare dal maggior numero di persone possibile e conseguire i benefici per cui si è deciso un tale investimento (miglioramento della salute dei cittadini, riduzione dell’inquinamento atmosferico, decongestionamento del traffico…) è un compito di governo, perché richiede l'attivazione e il coordinamento di individui e organizzazioni cointeressati a raggiungere gli outcome attesi.
Da ultimo occorre ricordare che una priorità particolarmente rilevante è quella di non disperdere le esperienze realizzate e il capitale sociale accumulato in sedici territori lombardi che si sono attivati per Expo Milano 2015, abilitando i Comuni al ruolo di governo dello sviluppo territoriale (la regia fino a tutto il 2015 è stata prevalentemente svolta dalle CCIAA o dalle Province). Uno dei punti critici è rappresentato dal fatto che, se un sindaco vuole attivare un'azione di governo territoriale, vale a dire conseguire un beneficio rilevante per la comunità amministrata attraverso l'attivazione di una pluralità di attori portatori delle competenze e delle risorse necessarie, raramente dispone di collaboratori – nella struttura organizzativa municipale – a cui affidare la regia operativa dell’azione stessa.

Obiettivi
Il Laboratorio si propone di:
- consolidare le conoscenze e le capacità necessarie perché i Comuni possano svolgere efficacemente il proprio ruolo di governo locale, migliorando la qualità della vita dei cittadini e la competitività delle imprese, attraverso il coinvolgimento degli attori sociali e istituzionali, pubblici e privati, singoli e aggregati in grado di concorrere, nell'interesse generale della comunità amministrata, allo sviluppo territoriale;
- dare continuità, attraverso il consolidamento delle competenze di governo, alla progettualità sviluppata dalle coalizioni di attori plurimi che si sono attivate per Expo 2015, dando più forza e centralità all'azione degli amministratori e dell’apparato manageriale e tecnico dei Comuni.

Contenuti
I temi trattati nelle sessioni di Laboratorio faranno riferimento al «ciclo di governo territoriale» articolato in otto funzioni fondamentali, ciascuna delle quali caratterizzata da una parola-chiave:
1) analisi del contesto territoriale e delle variabili in gioco e valorizzazione del sistema di governo territoriale: è la conoscenza, la competenza differenziale richiesta dall’approccio di governo;
2) individuazione e valutazione degli interessi interagenti, dei bisogni da soddisfare e del valore pubblico da generare: l'azione di governo è finalizzata a generare effetti significativi per la comunità amministrata;
3) identificazione e qualificazione del sistema degli attori, dei portatori di interesse e delle reti di relazioni: è centrale il sistema degli stakeholder coinvolti o da coinvolgere nell'azione di governo;
4) programmazione di «strategie di secondo livello» per la regolazione dei territori capaci di orientare il sistema degli attori verso gli effetti da conseguire: fondamentale è la capacità di formulare strategie indirette che orientino il sistema degli attori a convergere verso l’obiettivo da perseguire;
5) definizione delle modalità e degli strumenti di governance territoriale: una volta identificato il sistema degli attori è necessario delineare il sistema di governance con cui organizzarne il coinvolgimento;
6) attrazione di attori, risorse e competenze, abilitazione e promozione della progettualità dei soggetti e degli stakeholder, attivazione della capacità di governo degli attori implicati: tre piloni portanti del governo territoriale sono l'attrazione, l'abilitazione e l'attivazione;
7) valutazione degli effetti delle politiche e degli impatti degli obiettivi di governo territoriale: l'azione di governo richiede la valutazione e la rendicontazione degli effetti generati;
8) sviluppo del modello sussidiario ed empowerment dei cittadini: il tema centrale è in questo caso la sussidiarietà.

Struttura del corso
Il Laboratorio si svolgerà in sei moduli, di mezza giornata, ciascuno con cadenza quindicinale e in attività intermodulo «leggere» (senza creare un aggravio di lavoro alle già dense attività quotidiane) per la sperimentazione di quanto appreso in aula. Il Percorso formativo si terrà nel periodo marzo-maggio 2017, sulla base del seguente calendario:

- giovedì 16 marzo 2017, dalle ore 09.30 alle ore 13.00
- giovedì 30 marzo 2017, dalle ore 09.30 alle ore 13.00
- giovedì 13 aprile 2017, dalle ore 09.30 alle ore 13.00
- giovedì 27 aprile 2017, dalle ore 09.30 alle ore 13.00
- giovedì 11 maggio 2017, dalle ore 09.30 alle ore 13.00
- giovedì 24 maggio 2017, dalle ore 09.30 alle ore 13.00

Metodologia
Il Percorso propone un approccio laboratoriale, vale a dire un lavoro formativo basato prevalentemente sui casi e le esperienze concrete portate dai partecipanti, con una costante attenzione a sviluppare apprendimenti trasferibili nel contesto amministrativo e territoriale di appartenenza.
Si valorizzerà l'apprendimento collaborativo e la condivisione delle esperienze e si costruiranno, nelle sessioni laboratoriali, strumenti di governo locale applicabili nel periodo di tempo intercorrente tra un modulo formativo e l'altro, con l'assistenza a distanza del docente.
Il percorso si concluderà con l'elaborazione di un project work (individuale o di gruppo) che verrà presentato ai sindaci e ai responsabili di ANCI Lombardia.

Destinatari
Destinatari del corso sono dirigenti e funzionari dei Comuni lombardi. Per le finalità e le caratteristiche metodologiche del Laboratorio è previsto un numero massimo di 20 partecipanti.

Modalità d’iscrizione
Coloro che intendono partecipare all'iniziativa potranno dare la propria adesione iscrivendosi on-line entro e non oltre venerdì 3 marzo 2017. La partecipazione al corso è gratuita

Valutazione di gradimento
Al termine del corso verrà proposto un questionario di Customer Satisfaction che permetterà ai partecipanti di esprimere il loro grado di soddisfazione insieme a eventuali criticità e proposte di miglioramento.

Certificazione
Al termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione (con una frequenza ad almeno il 75% del corso).
 

Intervengono
 
  Carlo Penati
Esperto di organizzazione delle politiche pubbliche, docente a contratto di Organizzazione aziendale all’Università degli Studi di Milano, curatore dei volumi «Governare con il territorio», «La Public Governance in Europa» e «Il governo locale. Benchmarking tra i Comuni Lombardi», editi dal Formez.

   
 
 

 

         
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